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queer music / 21 novembre 2017

queer music / 21 novembre 2017

carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017

Solange, un’avvocatessa famosa per accettare cause senza speranza, decide di difendere René, un giovane accusato di aver ucciso Jeanne, la zia psicoanalista. Thriller, psicanalisi, infanzia, mistero: molte delle tematiche tipiche del cinema di Ruiz si intrecciano in questo film che anche grazie alle memorabili interpretazioni di un cast stellare (Piccoli, Deneuve, Lafont, Poupaud tra gli altri) ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1997.

carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017

Nel dicembre del 1994 Raúl Ruiz è a Palermo per tenere varie conferenze dal titolo Il cinema come viaggio clandestino. Grazie alla collaborazione tra la Filmoteca Regionale e il Sicilia Queer filmfest questo lavoro archeologico ci permette di recuperare un evento che ci riporta tutta la vivacità intellettuale di un autore profondamente legato al cinema e al mondo delle immagini in generale. 

carte postale à Serge Daney / 21 novembre 2017

Due uomini nella notte al calore di un falò decidono di scavare una buca alla ricerca di alberi di mandarino. Il giorno dopo si ritrovano alla fine del tunnel, all’interno di un mandarineto scambiando degli strani dialoghi con un cacciatore. In un’atmosfera surreale il lavoro del regista cileno mette in scena dei testi di Franco Scaldati utilizzando un tono a metà tra l’onirico e il nonsense. Il pozzo dei pazzi è un cortometraggio di Raúl Ruiz, immagini per la più celebre pièce di Franco Scaldati. A seguire il prologo che Ruiz filmò per la messinscena di Elio De Capitani al Piccolo Teatro di Palermo nel 1989 dello spettacolo di Franco Scaldati, qui a confronto con Le belle bandiere di Pier Paolo Pasolini.

One night, two men by the bonfire decide to dig a hole in search of mandarin trees. The following day they find themselves at the end of the tunnel, in a mandarin plantation where they have a bizarre conversation with a hunter. In a surreal atmosphere, the Chilean director’s work puts on screen some of Franco Scaldati’s texts with a dreamy and nonsensical tone. Il pozzo dei pazzi is a short movie by Raúl Ruiz, a collection of images for Franco Scaldati’s most renowned play. Followed by the prologue that Ruiz filmed for the show directed by Elio De Capitani at Piccolo Teatro di Palermo in 1989, where Franco Scaldati reads a passage taken from Pasolini’s Le belle bandiere.

retrovie italiane / 14 novembre 2017

Uno degli episodi più crudi e misteriosi della Resistenza, il dirottamento di una corriera da parte di tre brigatisti neri conclusosi in un’esecuzione sommaria, costituisce il soggetto per uno dei più film più significativi di Gian Vittorio Baldi. Sempre distintosi come uno dei registi e produttori più industriosi ed originali del panorama italiano, Baldi si mantiene in bilico tra fiction e documento, indagando il sottile confine tra ragione e sentimento.

retrovie italiane / 14 novembre 2017

Lise, una ragazza ebrea, giunge il 26 luglio 1943 al lieben camp insieme ad altre giovani destinate ai piaceri dei soldati nazisti in licenza. Il campo è dominato dalle bieche figure del comandante Konrad e della kapò Wagma impegnati a torturare e uccidere sadicamente. Entrambi, indifferenti al dramma di Lise, che si augura solo di poter morire, si sforzano di piegarla al dolore e alla disperazione.

presenze / 14 novembre 2017

Romain, fotografo di moda trentunenne, scopre che gli rimangono soltanto tre mesi di vita. Dopo un consulto con il medico decide di rifiutare le cure per il suo tumore: lascia il lavoro, allontana il compagno Sasha e fa di tutto per inimicarsi e ferire la sorella. L’unica persona della famiglia con cui riesce a confidarsi è sua nonna Laura. Mentre è in viaggio per raggiungere la nonna, incontra Jany che lavora come cameriera in un bar. La donna, concorde con il marito sterile, gli chiede di aiutarli a fare un bambino. Dopo una iniziale resistenza, Romain accetta di fare l’amore con la ragazza, a condizione che partecipi anche il marito. Jany rimarrà incinta. Prima di morire, Romain riallaccerà i rapporti con la sorella e farà testamento, riconoscendo il figlio e designandolo quale erede universale.

Romain, thirty-one-year-old fashion photographer, finds out that he has only three month to live. After a consultation with his doctor he decides to refuse medical treatment for his tumour: he quits his job, pushes away his partner Sasha and makes every effort to make his sister become hostile to him and to hurt her. The only person of the family to whom he is able to confide the truth is his grandmother Laura. On the way to his grandmother’s. he meets Jany who works as a waitress in a coffee. The woman, in agreement with her sterile husband, asks him to help them have a child. After an initial resistance, Romain accepts to make love with the girl, on the condition that her husband will participate too. Jany will get pregnant afterwards. Before dying, Roman gets back in touch with his sister and makes a will, recognising his son and naming him his sole heir.

presenze / 14 novembre 2017

Un detective privato alcolizzato e un sicario: due figure classiche del noir cinematografico omaggiate qui nel primo dei cortometraggi realizzati da Melvil Poupaud all’età di 11 anni. Il loro rapporto di attrazione-ripulsione sarà legato, come da tradizione, a un affare di soldi.

presenze / 14 novembre 2017

Il remake del primo fortunato cortometraggio di Melvil Poupaud, realizzato vent’anni dopo dallo stesso Poupaud. Le immagini del passato dialogano con quelle del presente, l’attore adulto si rispecchia in quello bambino reinterpretandone i dialoghi e confrontandosi con la sua stessa immagine. Un rispecchiamento che è caratteristico dell’opera di Poupaud regista.

It is a remake of the first successful short movie by Melvil Poupaud, it was made twenty years later by Poupaud him- self. Past images are compared to pres- ent ones, the grown up actor looks at his younger self in a mirroring which is typical of Poupaud’s directing work.

presenze / 14 novembre 2017

Rémi è uno dei cortometraggi più lunghi e complessi di Melvil Poupad. Senza dubbio l’esperienza di Conte d’été di Eric Rohmer deve averlo segnato: e qui è proprio il cinema di Rohmer a essere canzonato, in un gioco in cui l’attore Poupaud coinvolge i suoi amici più stretti nel corso di una vacanza. Ne deriva un ritratto ironico che si misura direttamente e in maniera irriverente ancorché affettuosa con il cinema del grande maestro.

Rémi is one of the longest and most complex short movie by Melvil Poupaud. Without a doubt, Eric Rohmer’s A Summer’s Tale must have left a mark on him. He mimics Rohmer’s movies in a game that Poupaud plays with his closest friends while on holiday. The result is an ironic portrait that faces directly and in an irreverent yet affectionate way the maestro’s movies.

presenze / 14 novembre 2017

Autoritratto in tre atti dall’infanzia alla maturità. Un lavoro che riprende e lega tra loro i materiali cinematografici girati nel corso degli anni mescolando fantastico e quotidiano. Autoritratto in forma di retablo, specchio a tre facce, è un film in prima persona, ma la persona Melvil non smette di sdoppiarsi e di metamorfizzarsi davanti alla telecamera, di volta in volta figlio o padre, se stesso o altro. Nel primo racconto, Le fils, Poupaud interpreta un alieno atterrato in una foresta che comincia a osservare da lontano una famiglia prima di raggiungerla. Nel secondo, Le Recours, Melvil, in vacanza con moglie e figlia, viene sostituito da un altro Melvil creando un surreale racconto sul tema del doppio. Infine nell’ultimo atto, Le Cinéma, Poupaud ammazza il tempo nella sua camera d’albergo tra una ripresa e l’altra di un film di François Ozon. Olivier Père lo ha definito come «il miglior segreto del cinema francese alternativo, uno degli ultimi film davvero underground».

Self-portrait in three acts, from childhood to maturity. A work that gathers and connects movie extracts filmed through the years, mixing fantastic elements and daily routine. Self-portrait in the form of a retable, a three-faced mirror, it is a movie told in first person, but Melvil never ceases to split into two and to transform in front of the camera, he becomes father and son, hilmself or someone else. In the first story, Le fils, Poupaud plays an alien landed in a forest where he starts to gaze at a family from afar before joining them. In the second story, Le Recours, while on holiday with his wife and daughter, Melvil is replaced with another Melvil thus creating a surreal tale on the theme of the double. In the final act, Le Cinéma, Poupaud kills time in his hotel suite during the filming of a movie by François Ozon. Olivier Père has defined him as «the best secret in the alternative French cinema, one of the last movies to be truly underground».

arti visive / 31 ottobre 2017

26 maggio - 9 luglio 2017
orari: martedì /venerdì 9.30-13; 15.30-18.30 – sabato/domenica 10.00-13.00; 16.00-19.00
Palazzo Sant’Elia / Via Maqueda, 81
a cura di Antonio Leone e Paola Nicita

Mostra personale di Franko B, poliedrico artista e performer milanese da tempo residente a Londra, propone una selezione di opere storiche, fra pitture, sculture, installazioni e foto, oltre a un documentario a lui dedicato in anteprima assoluta.

Sicilia Queer 2012 / 09 ottobre 2017

Sicilia Queer 2012 / 09 ottobre 2017

Sicilia Queer 2012 / 30 settembre 2017

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queer short / 30 settembre 2017

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presenze / 30 settembre 2017

[ITA]

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[ENG]

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presenze / 25 maggio 2017

[ITA]

Andy Coughman è un giovane robot e vive in un villaggio all’interno del Parco Nazionale di Xingu insieme alla sua inventrice Claude Laroque e all’amata Jo, responsabile della sua educazione sentimentale. Dopo essere stati cacciati dal villaggio i tre si trasferiscono a San Paolo, e nella grande città Andy sarà riprogrammato e diventerà un robot da stand up comedy, finché i ricordi riemergeranno e non accetterà più le imposizioni della sua creatrice. Tra inserti lirici e speculativi, viaggi amori e fughe, Abrantes ci mostra un coming of age in versione robotica, tramite il racconto di crescita del candido e romantico Andy Coughman, che nella tenacia e intensità dei suoi sentimenti si dimostra più umano dell’uomo.

[ENG]

Andy Coughman is a young robot living in a village in the Xingu National Park together with his inventor Claude Laroque and his beloved Jo, responsible for his "sentimental education." After being driven out of the village, the three move to Sao Paulo, where Andy will be rescheduled and will become a robotic stand-up comedian, right until the memories emerge and he no longer accepts the obligations of his creator. Through lyrical and speculative inserts, journeys, love and leaps, Abrantes shows us a robotic version of a coming of age, through the narrative of a growing candid and romantic Andy Coughman, who, with the tenacity and intensity of his feelings, proves to be more human than human beings.

presenze / 25 maggio 2017

[ITA]

Come può il ritratto della bis-bis-nipote di Napoleone trasformarsi sotto le mani dell’artista Constantin Brancusi in un’enorme e dorata forma fallica? Partendo da questa domanda, la voice over di Gabriel Abrantes ci conduce alla scoperta dei “ferventi spiriti” che animarono il panorama artistico e scientifico dei primi del ‘900, descrivendo in tal modo un crocevia di personaggi tanto folli quanto geniali, in questo suo personalissimo e ironico omaggio nei loro confronti. Assistiamo quindi all’amore platonico tra l’intellettuale iconoclasta Marie Bonaparte e il dottor Sigmund Freud; mentre la controversa opera di Brancusi, esposta a New York nel 1917,  viene surclassata in quanto a scandalo dall’orinatoio di un tal R. Mutt, alias Marcel Duchamp.

[ENG]

How can the portrait of the great great grandson of Napoleon get transformed into a huge, golden phallic form in the hands of artist Constantin Brancusi? With this question in mind, Gabriel Abrantes’ voice over leads us to the discovery of the "fervent spirits" which animated the artistic and scientific landscape of the early years 900s, describing a crossroads of deranged as much as brilliant characters, in this very personal and ironic tribute to them. We therefore assist to the platonic love between the intellectual iconoclast Marie Bonaparte and Dr. Sigmund Freud; while the controversial work of Brancusi, shown in New York in 1917, is outclassed by the urinal by a certain R. Mutt, aka Marcel Duchamp, for being scandalous.